a proposito di trasparenza...

Anche l'Associazione "Punto e Basta - Veleni ed amore per la Lucania" denuncia la mancanza di trasparenza alla Regione in un articolo (http://analizebasilicata.altervista.org/blog/le-bugie-sul-biologico-luca...) e un video (https://www.youtube.com/watch?v=fIDh5rJe6N8) riferiti alle iniziative in agricoltura "Le bugie sul biologico lucano alla fiera bio di Bolzano: controlli annunciati, incompleti ed il funzionario regionale fa il mercante negando l’inquinamento", che di seguito riportiamo:

A novembre a Bolzano si è svolta la fiera del biologico, evento nel quale la Regione Basilicata troneggiava con il suo stand faraonico. Dei costi di partecipazione spesi dalla Regione Basilicata non troviamo traccia nell’albo pretorio, ma l’Assessore Braia, contattato telefonicamente, ha parlato di circa 25 mila euro – dato irrilevante a suo dire ma che meriterebbe di essere pubblicato per trasparenza dice – perchè pare che la trasparenza sia ancora una concessione divina in Basilicata.

Oltre tre ore di registrazione le ho racchiuse in 15 minuti grezzi senza editing, e per aiutarvi nella comprensione di un audio non sempre di ottima qualità vi anticipo qualcosa. Le affermazioni che sentirete sono particolarmente gravi per i consumatori attenti e preparati, per gli altri invece ho riportato di seguito alcune affermazioni con le nostre note affianco ed i link.

Il primo dialogo è con una nota azienda bio piemontese, che spiega come i lotti di un prodotto, per esempio il basilico, vengano analizzati in alcuni casi insieme, ossia mischiando i lotti in uno solo, analizzato in autocontrollo perchè i campionamenti vengono fatti dall’azienda stessa ( che ricerca tra l’altro solo i fitofarmaci stando alle analisi visionate in fiera ). L’azienda piemontese accreditata IFS, ente internazionale di accreditamento, concorda con un anno di preavviso le visite ispettive per l’accreditamento. Invece per quanto riguarda l’export in America, l’azienda piemontese dice che lì, le analisi più richieste, sono non sulla materia prima ma sul processo di produzione, dirà il rappresentante:”…mi hanno chiesto il gluten free ( ossia il test per l’assenza del glutine ) ma non mi hanno chiesto un’analisi sui pesticidi“.

La seconda conversazione è allo stand della Basilicata. Nell’audio a tre sentirete un produttore materano di olio d’oliva bio ed un funzionario regionale del Dipartimento Agricoltura, il dott. Ermanno Pennacchio. E’ un dialogo surreale, difficile da trascrivere: sono 9 minuti circa di delirio da ascoltare, ove il funzionario regionale con affianco il produttore amico, nega tutto: impatti ambientali, coltivazioni a ridosso delle industrie, lacunosità dei controlli, conflitti d’interesse, per Pennacchio in Basilicata stiamo facendo il massimo ed il meglio per i controlli ambientali ed alimentari.

Gli aforismi di Pennacchio: “…c’abbiamo il petrolio ma non coltivazioni così vicine…” ( basta farsi un giro su google maps per vedere la grandezza di questa bugia);

“..fino ad ora tutte le analisi della Regione Basilicata sono negative, anzi pochi campioni sono contaminati…” ( nega tutto Pennacchio anche gli articoli ed i documenti che vengono mostrati lui sullo smartphone );

“…si controlla dal 2015, prima chi stava decise di non farle…in passato le analisi le ha fatte l’Arpab integrandole con l’Izs di Foggia, ma non sono partite le analisi sui vegetali, c’ho parlato io con Antonio Fasanella, direttore dell’IZS…” ( bugia infatti Agrobios controllò gli alimenti già nel 2006, nascondendo i dati e l’IZS di Foggia ha parte dell’apparecchiatura d’analisi guasta dall’ottobre 2015 ancora ad oggi );

“…abbiamo fatto campionamenti in parallelo sugli animali, un campione positivo è insignificante, e sono risultati prevalentemente negativi… e sono stati fatti in Val d’Agri, a Tempa Rossa non c’era bisogno è tutto lì vicino, se l’inquinamento c’è si vede lo stesso…” ( i campionamenti di cui parla Pennacchio li abbiamo segnalati in Procura ed in commissione eco-mafie perchè incompleti, parziali e farraginosi, privi di metodo scientifico, anzi con conclusioni volutamente politiche volte a sminuire gli impatti );

“…i campionamenti non si fanno per ogni stabilimento, i campioni positivi trovati in val d’agri riceveranno una seconda campagna di verifica, mica si fa così le campagne di monitoraggio costano,… non è tutela sanitaria, si fanno gradualmente non si può monitorare tutto il territorio regionale,… il ministero della salute non impone nulla…” ( il Ministero impone eccome ma la Regione sposta la sua discrezionalità su lidi sicuri e con la scusa di approfondire rinviano alle calende ed il petrolio scorre indisturbato );

“…è tutto apposto con gli alimenti? Su questi prodotti siamo sufficientemente tranquilli. E tutti gli altri inquinanti oltre i fitofarmaci? … allora non dovresti mangiare niente, devi controllare vino, farina, servono non 100mila ma 100 milioni di euro… e li prendiamo dalle royalties? … ma se non stanno estraendo, le royalties vanno ai comuni non alla regione, sono scese a 35-20 milioni di euro l’anno…sapevo che erano almeno 250 milioni l’anno!? …e chi li piglia la regione non li ha presi nemmeno in tre anni 250 milioni…” ( Pennacchio o finge e recita la parte del “mercante in fiera”, oppure non conosce neanche quante e come funziona l’erogazione delle royalties ).

Dopo il biolife più che il cibo pensavo all’esigenza di un carcere e di nuove norme e di sanzioni vere e severe per i finti controllori. Sarebbe opportuno licenziare qualcuno negli enti di controllo, risparmiare qualche stipendio e fare qualche analisi in più. Ciò che ho visto al Biolife è stato il trionfo dell’inganno e dell’accattonaggio, tuttavia ne rimane almeno qualche prova.

Non ho allegato le registrazioni del produttore lucano di olio d’oliva bio, un altro, che oltre ad avere il posto all’UNIBAS, ammette tranquillamente di aver cambiato laboratorio d’analisi perchè quello precedente gli dava troppi dati positivi; un agricoltore di Matera schernisce un suo collega bio, che coltiva a ridosso della discarica di La Martella, invece un produttore di Gragnano mi ha rassicurato che da loro la terra dei fuochi non è arrivata, e che nel loro pastificio controllano addirittura ogni giorno gli inquinanti inorganici nell’acqua di sorgente: ho comprato un loro pacco di pasta e adesso aspetto le analisi di questa sorgente iper-controllata.

Bernardo Iovine e la redazione di Report hanno giustamente parlato di bio-illogico mesi fa, ed anche la fiera di Bolzano non è stata da meno.